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Shopping compulsivo
Indice
Shopping compulsivo
Come si manifesta
Effetti
Depressione
Dipendenza
Disturbi
Tutte le pagine
Che cos’è
Lo shopping compulsivo o acquisto compulsivo è un tipo di disturbo ossessivo-compulsivo. I soggetti che presentano questo disturbo, soprattutto donne di giovane età, inizialmente comprano per il piacere che si ricava da un nuovo acquisto, in seguito, sviluppano uno stato di tensione crescente ed il desiderio di comprare diventa un impulso irrefrenabile. L’acquisto compulsivo di svariati oggetti, generalmente accantonati, regalati o buttati via, causa molto spesso sentimenti di colpa e vergogna. Il disturbo è caratterizzato dall’impulso incontrollabile ed immediato all’acquisto, da una tensione crescente che risulta alleviata solo comprando. Tutti gli stati emotivi negativi presenti nel soggetto vengono compensati attraverso acquisti incontrollabili, nonostante questo rischi di compromettere seriamente la sua situazione finanziaria, relazionale, lavorativa e psicologica.

Perchè
Il Compulsive Buying può rappresentare una variazione del Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC). A questo punto, è d’obbligo chiarire il concetto generale di “compulsione”.
La compulsione è un comportamento ripetitivo come lavarsi continuamente le mani, riordinare, controllare, o un’azione mentale, ad esempio contare, ripetere mentalmente delle parole, una coercizione psichica, un atto che non si può fare a meno di compiere, il cui obiettivo è la riduzione dell’ansia o del disagio, non quello di fornire una gratificazione.  Infatti, ciò che spinge ad assumere un comportamento compulsivo non è il desiderio di provare piacere, ma l’intento di mettere in atto un rito propiziatorio con cui proteggersi da una determinata paura. Ad esempio la mania, quasi sempre femminile, di comprare vestiti potrebbe mascherare il timore di apparire poco desiderabili e attraenti.
I soggetti affetti da questa patologia sostengono di essere assaliti dall’urgenza di comprare, come in preda ad un’ossessione che li costringe a mettere in atto il comportamento. L’impulso è descritto come irrefrenabile e intrusivo (Christenson et al., 1994). Inoltre, secondo McElroy e coll. (1994), tale disturbo presenta caratteristiche sia di tipo egosintonico, in quanto genera sollievo e piacere in seguito all’acquisto, sia di tipo egodistonico, producendo stress, conseguenze negative e sentimenti di colpa. Per questo motivo lo shopping compulsivo potrebbe, senza forzature, rientrare nella categoria generale dei Disturbi Ossessivi Compulsivi.
Alcuni psichiatri sostengono che lo shopping compulsivo rappresenti una delle possibili manifestazioni di quelle malattie causate dal cattivo funzionamento dell’attività della Serotonina, una sostanza prodotta dal cervello. L’alterazione chimica cerebrale che si verifica, sta all’origine del  mancato controllo dell’impulsività, per cui si è spinti a soddisfare immediatamente un bisogno irresistibile. Pertanto, l’acquisto sfrenato potrebbe indurre esperienze emotive simili a quelle di chi fa uso di droghe. Coloro che presentano questa compulsione si sentono euforici quando comprano o spendono ma, esaurita questa attività, crollano, così per recuperare devono uscire di nuovo e comprare.

Come si manifesta
Lo shopping compulsivo presenta molte caratteristiche simili alla dipendenza da sostanze:
  • la tolleranza porta i soggetti ad aumentare sempre di più il tempo e il denaro spesi negli acquisti, così come i tossicodipendenti per la dose da assumere per ottenere gli effetti desiderati
  • il craving, l’incapacità di controllare l’impulso a mettere in atto il comportamento, è presente in entrambe le patologie e, in questo caso, esso assume le caratteristiche della compulsione, intesa come alleviazione di un sentimento spiacevole
  • l’astinenza produce un grande malessere nello shopper compulsivo che, per qualche motivo, si trovi impossibilitato a fare acquisti. La dimostrazione ulteriore del legame con la dipendenza da sostanze è data dall’intervento della dopamina: questo neurotrasmettitore viene rilasciato in grandi quantità dal SNC a seguito dell’assunzione di sostanze come la cocaina, provocando una sensazione di ricompensa psicologica che funziona da rinforzo per il successivo ripetersi dell’esperienza. Numerose ricerche hanno evidenziato come, anche in soggetti dipendenti dallo shopping si ha una massiccia secrezione di dopamina conseguente l’acquisto, pertanto la sensazione di piacere, euforia o riduzione delle tensioni sarebbe mediata dallo stesso neurotrasmettitore.
Una studiosa statunitense, S.L. McElroy, ha proposto alcuni criteri diagnostici per rilevare laddove le persone praticano lo shopping come una normale attività, da quelle per cui esso assume caratteristiche patologiche:
  • La preoccupazione, l’impulso o il comportamento del comprare non adattivi vissuti come irresistibili, intrusivi o insensati; comprare frequentemente al di sopra delle proprie possibilità oggetti inutili (o di cui non si ha bisogno), per un periodo di tempo più lungo di quello stabilito.
  • La preoccupazione, l’impulso o l’atto del comprare causano stress marcato, fanno consumare tempo, interferiscono significativamente con il normale funzionamento sociale e lavorativo o determinano problemi finanziari come indebitamento o bancarotta.
  • Il comprare in maniera eccessiva non si presenta esclusivamente durante i periodi di mania o ipomania.
Al primo posto tra gli oggetti della “febbre da acquisto”, per quanto riguarda le donne, ci sono i capi d’abbigliamento, seguiti da cosmetici, scarpe e gioielli: tutti elementi riconducibili all’immagine. L’uomo, invece, predilige simboli di potere e prestigio come telefonini, computer portatili e attrezzi sportivi.

Quali effetti
Secondo il dr. Lorrin Koran, direttore della Stanford University, lo shopping si configura come un disturbo del comportamento quando si verificano queste condizioni:
  • il denaro investito nello shopping è eccessivo rispetto alla propria disponibilità economiche;
  • gli acquisti si ripetono più volte in una settimana;
  • gli acquisti non hanno una reale motivazione: non importa che cosa si compri abiti, CD, profumi, lampade o prosciutti; ciò che conta è comprare, soddisfare un bisogno inderogabile e imprescindibile che spinge ad entrare in un negozio e uscirne carichi di pacchi;
  • lo shopping è sollecitato da un bisogno che non può essere soddisfatto, per cui il mancato acquisto produce forti crisi di ansia e frustrazione;
  • la dedizione agli acquisti compare come qualcosa di nuovo rispetto alle abitudini precedenti.

Depressione
Il Compulsive Buying rappresenta una strategia per alleviare uno stato depressivo sottostante. Il fatto che gli oggetti acquistati siano molto spesso inutili e che il più delle volte vengano messi da parte o regalati (Alonso-Fernandez, 1999), induce a  ritenere che essi servono solo a riempire un vuoto di sentimenti positivi e di autostima. Infatti, sentimenti negativi come tristezza, solitudine, frustrazione o rabbia incrementano la tendenza a fare acquisti, mentre lo shopping stesso è associato ad emozioni piacevoli quali felicità, senso di potere e competenza (Lejoyeux et al., 1996). Secondo una ricerca condotta da McElroy e coll., l’impulso all’acquisto si manifesta soprattutto durante gli episodi depressivi meno gravi, mentre è assente negli episodi più severi o maniacali. Proprio l’autostima potrebbe costituire il legame tra depressione e shopping patologico: da una ricerca di Faber e O'Guinn (1992) risulta che i compulsive buyers registrano punteggi di autostima molto più bassi rispetto ai normali consumatori. Per questi soggetti patologici fare acquisti costituisce un modo per elevare la propria autostima e combattere così frustrazione ed umore depresso.
Infine, è da segnalare che nello studio di McElroy et al. (1994) nove soggetti su tredici pazienti trattati con antidepressivi mostrano una completa o parziale remissione dei sintomi caratteristici del Compulsive Buying.

Dipendenza
Lo shopping patologico si associa spesso ad altri tipi di dipendenza sia da comportamenti che da sostanze. Esso presenta infatti, le medesime caratteristiche della tolleranza, che porta i soggetti ad incrementare progressivamente tempo e denaro speso negli acquisti, e del craving, che li rende incapaci di controllare l’impulso di mettere in atto il comportamento. Attraverso l’acquisto il soggetto affetto da tale disturbo cerca immediata gratificazione, agendo nonostante la consapevolezza delle conseguenze negative a cui andrà incontro. In seguito all’acquisto egli sperimenta un senso di riduzione delle tensione che servirà a rinforzare successivamente il comportamento disfunzionale.


Disturbo del controllo degli impulsi
La presenza, nella dipendenza dallo shopping, dell’impulsività e frequentemente del Disturbo del Controllo, associa le due patologie in una origine comune.
Alcune caratteristiche che le accomunano sono:
  • la tensione che precede la messa in atto del comportamento
  • la ricerca di una immediata gratificazione
  • l’incapacità di sopportare la frustrazione derivante dall’astenersi dall’agire
Tra i problemi significativi causati dallo shopping compulsivo, registriamo:
  • stress
  • interferenze con il funzionamento sociale e lavorativo
  • disagi familiari e coniugali
  • gravi problemi finanziari
Inoltre, si riscontrano molto spesso sentimenti di colpa e vergogna in seguito all'acquisto di oggetti che, il più delle volte, vengono nascosti al resto della famiglia oppure messi da parte, regalati o buttati via.




 

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